martedì 18 marzo 2014

Dove è offesa, che io porti il perdono


Dove è odio, fa' che io porti l'amore. Dove è offesa, che io porti il perdono. Dove è discordia, che io porti l'unione. Dove è dubbio, che io porti la fede. Dove è errore, che io porti la verità. Dove è disperazione, che io porti la speranza. Dove è tristezza, che io porti la gioia. Dove sono le tenebre, che io porti la luce.

San Francesco d'Assisi

venerdì 14 marzo 2014

Amare Dio


Alcuni piangono perché credono di non amare Dio; ebbene, costoro lo amano!

Jean-Marie Baptiste Vianney, Il Curato d'Ars

lunedì 3 marzo 2014

Non proferisco parola per difendermi




Vi sono nella mia vita dei momenti in cui, mentre non proferisco parola per difendermi, sottomettendomi alla divina volontà, il Signore stesso mi difende e rivendica per me i miei diritti.
Santa Faustina (Diario)

domenica 15 dicembre 2013

Il bello oltre le inferriate


In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto.

Lc 10,21

venerdì 1 novembre 2013

La bellezza del tramonto.


Io vorrei che l’inferno fosse distrutto, o almeno che nessuna anima, di qui in avanti, vi scendesse. Se, salva l’unione della tua carità, io fossi posta sulla bocca dell’inferno per chiuderla sì che nessuno vi potesse entrare, sarebbe per me cosa graditissima, perché così si salverebbero tutti i miei prossimi.

Santa Caterina da Siena

sabato 12 ottobre 2013

Soffrire amando.



Ci sono due modi di soffrire: soffrire amando e soffrire senza amare. I santi soffrivano tutti con pazienza, gioia e perseveranza, perché amavano. Noi soffriamo con rabbia, dispetto e noia, perché non amiamo. Se amassimo Dio, saremmo felici di poter soffrire per amore di Colui che ha accettato di soffrire per noi.

Santo Curato d'Ars

domenica 29 settembre 2013

Lo scoraggiamento si vince con l'Amore.


In questa giostra d'amore, le cadute non devono avvilirci, ancorché fossero gravi, purché ci rivolgiamo a Dio nel Sacramento della Penitenza con dolore sincero e proposito retto. Il cristiano non è un collezionista fanatico di certificati di servizio senza macchia. Gesù Nostro Signore, che tanto si commuove dinanzi all'innocenza e alla fedeltà di Giovanni, si intenerisce allo stesso modo, dopo la caduta di Pietro, per il suo pentimento. Gesù, che comprende la nostra fragilità, ci attrae a sé guidandoci come per un piano inclinato ove si sale a poco a poco, giorno per giorno, perché desidera che il nostro sforzo sia perseverante. Ci cerca come cercò i discepoli di Emmaus, andando loro incontro; come cercò Tommaso per mostrargli e fargli toccare con le sue stesse mani le piaghe aperte sul suo corpo. Proprio perché conosce la nostra fragilità Gesù attende sempre che torniamo a Lui.

San Josemaria Escrivá